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20 Maggio 2024

NOTIZIE DA IFEL

Arconet. "Gli enti locali possono inserire le motivazioni della proroga nella delibera del bilancio"

Proroga bilanci di previsione al 15 marzo 2024. La Nota di chiarimento ANCI-IFEL

Legge di bilancio 2024. La nota sintetica ANCI


GIURISPRUDENZA

Cass. civ. Sez. V, ord. n. 29207 del 20.10.2023

Rendita catastale – Notifica Agenzia Entrata – Necessita – Conoscenza da rogito - Irrilevanza - "2.5. ne consegue che la rettifica del valore da parte dell'Amministrazione sia certamente successiva al 1 gennaio 2000, con conseguente obbligo di notifica della stessa, ai sensi della L. n. 342 del 2000, art. 74, comma 1, perché l'atto attributivo o modificativo della rendita sia efficace (…) 2.6. la Commissione tributaria regionale ha ritenuto che la prova della notifica sia evincibile, come dinanzi illustrato, dalle risultanze dell'atto di compravendita dell'immobile in questione, in cui sarebbe "emersa" la nuova rendita catastale, ed all'esito dell'impugnazione di precedente avviso di rettifica ICI relativamente alla definitività della modifica della rendita catastale; 2.7. ritiene il Collegio che, poiché la norma sopra richiamata subordina la produzione degli effetti dell'attribuzione della nuova rendita alla notificazione e che da tale momento decorre anche il termine per impugnare l'atto dell'Agenzia del Territorio, la prova della cognizione del nuovo classamento non può essere ricercata aliunde ma deve essere fornita esclusivamente attraverso la produzione dell'atto ritualmente notificato che assolve alla funzione tipica ed essenziale di conoscenza legale”.

Cass. civ. Sez. V, ord. n. 31240 del 09.11.2023

Cartella ICI – Prescrizione quinquennale - Sussiste - "2 6.1. La Corte ha infatti già affermato che "l'imposta comunale sugli immobili (ICI) soggiace alla prescrizione quinquennale di cui all'art. 2948 c.c., n. 4, configurandosi alla stregua di un'obbligazione periodica o di durata e non rientrando nel novero delle prestazioni unitarie, per le quali rileva una pluralità di termini successivi per un adempimento che strutturalmente rimane eseguibile anche "uno actu", con correlata applicabilità dell'ordinaria prescrizione decennale ex art. 2946 c.c." (Cass. 3 luglio 2020, n. 13683; Cass. 29/11/2017, n. 28576, tra le tante). La Corte ha parimenti affermato che la TARSU ed i contributi di bonifica "sono tributi locali che si strutturano come prestazioni periodiche, con connotati di autonomia nell'ambito di una "causa debendi" di tipo continuativo, in quanto l'utente è tenuto al pagamento di essi in relazione al prolungarsi, sul piano temporale, della prestazione erogata dall'ente impositore o del beneficio da esso concesso, senza che sia necessario, per ogni singolo periodo contributivo, un riesame dell'esistenza dei presupposti impositivi. Essi, quindi, vanno considerati come obbligazioni periodiche o di durata e sono sottoposti alla prescrizione quinquennale di cui all'art. 2948 c.c., n. 4" (Cass. 23 febbraio 2010, n. 4283)"

Corte di appello Brescia - Sentenza n. 1620 del 31.10.2023

CUP antenne solo su beni pubblici e non sul patrimonio disponibile - "La Corte ritiene che la natura dell’area oggetto del contratto di locazione tra le parti non possa essere qualificata come bene pubblico, in quanto patrimonio indisponibile, come asserisce l’appellata. È pacifico che un bene non è pubblico (dunque soggetto al regime differenziato previsto per il demanio e il patrimonio indisponibile ex artt. 823 e 9828 c.c.) per il semplice fatto di appartenere a un ente pubblico (art. 1 R.D. n. 2440/1923). I beni facenti parte del patrimonio disponibile di un ente pubblico ricevono un trattamento giuridico uguale ai beni dei soggetti privati. Come stabilito dalla Suprema Corte con sentenza a Sezioni Unite n.391/1999 (…) Nel caso di specie, il Comune appellante ha destinato l’area in questione alla produzione di reddito, tramite locazione a un’azienda privata, che, a sua volta, con propri mezzi, svolge il servizio di pubblica utilità di comunicazione elettronica, non rientrante nelle attribuzioni del Comune e tale uso, da parte del privato conduttore, non può far divenire pubblico il bene del Comune per una sorta di proprietà transitiva, né può ritenersi sufficiente il titolo abilitativo edilizio rilasciato per l’installazione dell’impianto di telecomunicazione come atto di destinazione del bene a patrimonio indisponibile.(…) Per legge, TOSAP e COSAP si applicano solo se il bene oggetto di occupazione è un bene demaniale o parte del patrimonio indisponibile, dunque ciò conferma che la norma si riferisce solo ai beni pubblici. L’interpretazione dell’appellata, per cui la norma richiamerebbe TOSAP e COSAP solo per riferirsi al criterio di calcolo relativo e non ai presupposti applicativi, non è condivisibile, in quanto il riferimento è espresso alla “applicazione della tassa”. (…) Neppure può ritenersi che giustifichi il superamento di tale limite l’introduzione del comma 831-bis dell’art.1 L. n. 160/2019 (…) Detto comma 831-bis prevede, per gli operatori che forniscono il servizio di pubblica utilità di comunicazione elettronica, senza occupazione permanente del suolo comunale con cavi e condutture, l’applicazione di un canone fisso (c.d. canone antenne) “pari a 800 euro per ogni impianto insistente sul territorio di ciascun ente”, ma non modifica espressamente il presupposto di applicazione del canone, che, dunque, resta l’occupazione “delle aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti” ex art. art. 1 comma 819 L. n.160/2019. Non rilevano per una diversa interpretazione le altre norme menzionate dall’appellato, ossia l’art. 88 co. 6 D. Lgs. 259/03 e l’abrogato art. 4 comma 3 L. 249/’97, che si riferiscono al caso in cui l’impianto sia da installare su un bene pubblico e non, al contrario, rendono pubblico il bene su cui l’impianto è realizzato. Neppure rileva che nel contratto tra le parti si sia vietato qualsiasi utilizzo del bene locato".

Cass. civ. Sez. V, ord. n. 35911 del 22.12.2023

ICI – Sanzione omessa dichiarazione – Sanzione omesso versamento – Assorbimento – Sussiste – "l'istante ha correttamente lamentato l'omessa pronuncia da parte del Giudice regionale sulla domanda, che aveva poi costituito anche motivo di appello (v. pagina n. 50 del ricorso), volta all'annullamento delle sanzioni per omesso versamento dell'imposta, perchè assorbita in quella applicata per l'omessa dichiarazione, deducendo al riguardo la violazione del D.Lgs. 15 dicembre 1992, n. 504, art. 14. (…) Dalla lettura sistematica dei vari commi si evince che la ratio di tale graduazione è quella di prevedere la massima sanzione, in misura uguale o pari al doppio dell'imposta evasa, in presenza di una omessa dichiarazione cui si colleghi l'omesso versamento integrale del dovuto; la sanzione intermedia, in misura pari alla metà o uguale all'importo evaso, in caso di dichiarazione infedele che abbia inciso sulla determinazione e quindi sul versamento in difetto dell'imposta; la sanzione minima, in misura forfettaria tra un minimo e un massimo, nel caso in cui "l'omissione o l'errore" non abbiano inciso sulla determinazione dell'imposta, che si presuppone dunque versata nella misura dovuta" (così Cass., Sez. V., 9 giugno 2021, n. 16056). Dunque, l'applicazione della massima sanzione (in misura uguale o pari al doppio dell'imposta evasa) opera in presenza di una omessa dichiarazione cui si colleghi l'omesso versamento integrale dell'imposta dovuta. 17.3. Alla stregua di tale principio, l'applicazione di una sanzione pari al 100% della somma non dichiarata, seguita dalla sanzione per omesso versamento nella percentuale del 30% dell'importo inevaso si è posta in violazione


NORMATIVA

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 15 dicembre 2023
Approvazione della stima della capacità fiscale per singolo comune delle regioni a statuto ordinario, di cui all'articolo 1, comma 380-quater, della legge 24 dicembre 2021, n. 228. (23A07105)
GU Serie Generale n.3 del 04-01-2024 - Suppl. Ordinario n. 1

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2023, n. 219
Modifiche allo statuto dei diritti del contribuente. (24G00003)
GU Serie Generale n.2 del 03-01-2024

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2023, n. 220
Disposizioni in materia di contenzioso tributario. (24G00001)
GU Serie Generale n.2 del 03-01-2024

LEGGE 30 dicembre 2023, n. 214
Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022. (23G00220)
GU Serie Generale n.303 del 30-12-2023

DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2023, n. 215
Disposizioni urgenti in materia di termini normativi. (23G00227)
GU Serie Generale n.303 del 30-12-2023

LEGGE 30 dicembre 2023, n. 213
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026. (23G00223)
GU Serie Generale n.303 del 30-12-2023 - Suppl. Ordinario n. 40

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2023, n. 216 
Attuazione del primo modulo di riforma delle imposte sul reddito delle persone fisiche e altre misure in tema di imposte sui redditi. (23G00228)
GU Serie Generale n.303 del 30-12-2023

 
 

 

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